Tra le tradizioni valdostane, poche sono amate e sentite quanto la Bataille de Reines, la "battaglia delle regine". Protagoniste non sono persone, ma le bovine di razza valdostana, che si affrontano testa contro testa per stabilire una gerarchia naturale. Assistervi significa entrare in contatto con il mondo degli allevatori e degli alpeggi, con un orgoglio rurale che in questa valle resta vivissimo.
Un comportamento naturale
Le bovine valdostane hanno un carattere forte. Quando una mandria si forma, ad esempio in vista della salita agli alpeggi, le mucche si confrontano spontaneamente per stabilire quale sarà la reine, la regina che guiderà il gruppo. La Bataille de Reines nasce da questo comportamento istintivo: non si tratta di un combattimento cruento, ma di una prova di forza in cui le due avversarie si spingono con la testa e con le corna. Vince chi resiste; perde la bovina che si ritira e abbandona il confronto. Le corna, inoltre, non sono appuntite in modo da ferire l'avversaria.
Come funziona la competizione
La competizione regionale ha una lunga storia: si disputa da oltre sessant'anni ed è organizzata in una serie di eliminatorie che si tengono in diversi comuni della Valle d'Aosta, in primavera e in autunno. Le bovine gareggiano divise in categorie di peso, e le vincitrici di ciascuna eliminatoria conquistano l'accesso alla finale. In alcune stagioni il calendario delle eliminatorie ha toccato anche Excenex, sulle alture di Aosta, a testimonianza di quanto questa tradizione sia radicata anche nelle frazioni collinari del capoluogo.
Il momento culminante è la finale regionale, che si disputa ogni anno in autunno, di norma in ottobre, all'Arena Croix-Noire di Aosta. Qui si incontrano le regine selezionate durante tutta la stagione, e le vincitrici di ogni categoria ottengono il titolo di Reine des Reines, ambito riconoscimento per l'allevatore e per tutta la sua famiglia.
Un mondo legato agli alpeggi
Per capire davvero la Bataille de Reines bisogna pensare al ritmo dell'anno in montagna. In estate le mandrie salgono agli alpeggi, dove restano per mesi; in autunno ridiscendono a valle con la désarpa, la tradizionale discesa in cui le bovine più valorose sfilano spesso adornate. Le eliminatorie di primavera e d'autunno seguono questo calendario, e per molte famiglie di allevatori rappresentano un momento di incontro, di confronto e di festa. Accanto alle battaglie delle bovine esistono anche le Batailles de chèvres, dedicate alle capre, un'altra tradizione valdostana più raccolta ma altrettanto sentita.
L'atmosfera dell'arena
Una giornata alla Bataille de Reines è un'esperienza a tutto tondo. Sugli spalti si mescolano famiglie di allevatori, appassionati che seguono ogni incontro con competenza, curiosi e visitatori. Si commentano le mosse delle bovine, si tifa per la propria favorita, si chiacchiera in patois. Tutto intorno, il suono dei campanacci e l'odore del fieno ricordano che questa festa è prima di tutto un'espressione della cultura contadina di montagna.
Vi consigliamo di prendervi il tempo per osservare anche ciò che accade fuori dall'arena: la cura con cui gli allevatori preparano e accompagnano le loro bovine dice molto del rapporto che lega le famiglie valdostane ai propri animali.
Consigli per assistere
- Le eliminatorie nei paesi sono spesso più raccolte e informali: un'ottima occasione per una prima esperienza.
- Per la finale di Aosta arrivate con anticipo, perché l'affluenza è alta e i posti migliori si occupano presto.
- Vestitevi in modo adatto a passare molte ore all'aperto, con protezione dal sole o dal freddo a seconda della stagione.
- Rispettate sempre le indicazioni degli organizzatori e le distanze dagli animali.
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