Pochi passi alpini hanno visto passare tanta storia quanto il Colle del Gran San Bernardo. Pellegrini, mercanti, eserciti, viaggiatori romantici: per secoli questo valico, a 2.469 metri di quota sul confine tra Italia e Svizzera, è stato una delle porte principali tra il Mediterraneo e l'Europa del nord. Oggi è una meta di gita estiva che unisce paesaggio d'alta montagna, spiritualità e, per la gioia dei più piccoli, i cani più famosi delle Alpi.
Un valico antico
Già in epoca romana il colle era attraversato da una strada che collegava Augusta Praetoria, l'attuale Aosta, con il nord delle Alpi, e sulla sommità sorgeva un santuario dedicato a Giove, da cui il nome antico di Mons Iovis. Nel maggio del 1800 il valico fu percorso anche dall'esercito di Napoleone, diretto in Italia: un episodio entrato nell'immaginario collettivo grazie ai celebri dipinti dell'epoca. Ancora oggi, salendo, si ha la sensazione di seguire le tracce di chi è passato prima di noi.
L'ospizio del Gran San Bernardo
Il cuore del colle è l'ospizio, fondato attorno all'anno 1050 da Bernardo di Mentone per offrire riparo e assistenza ai viandanti che affrontavano il valico, spesso in condizioni proibitive. L'ospizio si trova appena oltre il confine, in territorio svizzero, ed è tuttora abitato da una comunità religiosa che porta avanti la tradizione di accoglienza. La chiesa e gli spazi museali raccontano la lunga storia del luogo, e anche solo osservare l'edificio di pietra, affacciato sul lago e circondato da cime aspre, restituisce il senso di isolamento che per secoli ha caratterizzato il colle.
I cani San Bernardo
La razza del San Bernardo nasce proprio qui, all'ospizio, dove i cani accompagnavano i religiosi nella ricerca e nel soccorso dei viaggiatori dispersi nella neve. Dal 2004 l'allevamento è affidato alla Fondation Barry, che porta i suoi cani al colle durante la stagione estiva: indicativamente fino all'inizio di ottobre è possibile vederli nel canile accanto all'ospizio, e in alcuni periodi dell'estate sono proposte anche passeggiate accompagnate con i cani. Per i bambini, e non solo, è spesso il momento più atteso della giornata.
Il lago e i dintorni
Accanto all'ospizio si stende il piccolo lago del Gran San Bernardo, dalle acque scure e fredde, incorniciato da pareti rocciose. Una breve passeggiata lungo le sue rive permette di godere del paesaggio d'alta quota e di osservare il confine che lo attraversa. Sul versante italiano, a poca distanza, si trova anche la statua dedicata a San Bernardo, un altro punto panoramico molto fotografato.
Anche la salita merita attenzione. La strada attraversa una valle di villaggi in pietra, pascoli e boschi, che cambia volto man mano che si guadagna quota: gli alberi si diradano, il paesaggio si fa più roccioso e severo, e gli ultimi tornanti regalano viste ampie sulle montagne circostanti. Vi consigliamo di prendervela comoda e di fermarvi nei punti panoramici in sicurezza.
Come salire
Excenex si trova proprio lungo la direttrice che da Aosta sale verso il Gran San Bernardo, ed è quindi una base comoda per questa gita. Si percorre la statale attraverso la valle del Gran San Bernardo, toccando paesi come Gignod, Étroubles e Saint-Rhémy-en-Bosses, fino al bivio con il traforo: per arrivare al colle si prosegue sulla vecchia strada di valico, che però è percorribile soltanto nella stagione estiva, indicativamente dall'inizio dell'estate all'autunno, a seconda dell'innevamento. Il traforo, invece, è aperto tutto l'anno ma porta direttamente in Svizzera senza passare dal colle.
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