Il castello di Fénis con le torri merlate e la doppia cinta di mura, circondato da un prato verde
Il castello di Fénis — foto: Rufus46 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Torri merlate, una doppia cinta di mura, tetti in lose di pietra e una corte interna dipinta come un libro miniato: il castello di Fénis è il castello che i bambini disegnerebbero se qualcuno chiedesse loro di immaginarne uno. A differenza di molte fortezze valdostane, arroccate su speroni di roccia, sorge su un lieve rilievo nel fondovalle, tra prati e frutteti, e proprio per questo si lascia ammirare da lontano in tutta la sua eleganza.

La storia degli Challant

Il castello è legato alla famiglia degli Challant, una delle casate più potenti della Valle d'Aosta medievale. Il suo aspetto attuale si deve soprattutto ad Aimone di Challant, che a metà del Trecento ampliò una struttura preesistente, e al figlio Bonifacio, che tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo ne curò l'abbellimento. Più che una vera fortezza militare, Fénis era una residenza signorile pensata anche per rappresentare il prestigio della famiglia: le sue difese, pur scenografiche, raccontano più potere e ricchezza che guerre combattute.

Dopo secoli di passaggi di proprietà e un lungo declino, il castello fu restaurato a partire dalla fine dell'Ottocento e oggi è di proprietà della Regione, che lo ha reso uno dei monumenti più visitati della Valle.

Il cortile affrescato

Il cuore del castello è il cortile interno, voluto da Bonifacio I. Su tre lati corrono ballatoi in legno sovrapposti, e le pareti sono interamente decorate da affreschi in stile gotico internazionale, realizzati attorno al 1415-1416 dalla bottega del pittore piemontese Giacomo Jaquerio. Al centro, in cima a una scala semicircolare in pietra, campeggia la scena di San Giorgio che uccide il drago, una delle immagini più celebri dell'arte valdostana.

Lungo i ballatoi compaiono figure di saggi e di profeti che reggono cartigli con proverbi e massime morali in francese antico. Fermatevi a osservarli con attenzione: è un modo affascinante di scoprire come parlava e pensava la nobiltà di questa valle di confine, da sempre a cavallo tra mondo italiano e mondo francofono.

Le sale interne

All'interno la visita attraversa diversi ambienti del castello, tra cui la cappella, anch'essa decorata con affreschi attribuiti alla stessa bottega, e una serie di sale arredate con mobili d'epoca che aiutano a immaginare la vita quotidiana in un'abitazione nobiliare. Le modalità di visita, che possono prevedere percorsi accompagnati e un numero limitato di ingressi per turno, vanno verificate in anticipo.

Fotografare Fénis

Il castello è molto fotogenico anche dall'esterno. Vi consigliamo di dedicare qualche minuto a girargli attorno lungo il perimetro delle mura: dal prato che lo circonda si ottengono inquadrature splendide, con le torri che si stagliano contro i pendii boscosi della valle. Le ore del tardo pomeriggio, con la luce calda, sono spesso le migliori.

Sulle tracce degli Challant

Se il castello di Fénis vi conquista, sappiate che non è l'unico legato alla famiglia degli Challant. Proseguendo verso la bassa valle si incontrano altri manieri appartenuti a diversi rami della casata, come quelli di Issogne e di Verrès, molto diversi tra loro per aspetto e funzione. Visitarli in sequenza, magari in giornate diverse, permette di capire quanto questa famiglia abbia segnato il paesaggio e la storia della Valle d'Aosta.

Come arrivare

Fénis si trova nella media valle, a est di Aosta. Da Excenex si scende verso il capoluogo e si prosegue lungo la statale o l'autostrada in direzione Torino: calcolate indicativamente mezz'ora d'auto, a seconda del traffico. La visita al castello si abbina bene, nella stessa giornata, a una tappa al Forte di Bard o a una passeggiata nei borghi della media valle.

Consiglio pratico: giorni di apertura, orari, biglietti e modalità di ingresso cambiano con le stagioni. Prima di partire verificate tutto sul sito della Regione Valle d'Aosta dedicato ai castelli o su lovevda.it, e nei mesi di punta considerate di arrivare presto per evitare attese.

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